Post in evidenza

Progetto di una rete docenti per il dialogo ebraico cristiano (AECEDUNET)

AEC EDU NET

L’idea di proporre la costituzione di una rete di docenti aderente alla Federazione italiana delle amicizie ebraico cristiane (AEC EDU NET) nasce dal bisogno di tanti insegnanti e operatori educativi di mettere a frutto quello che in diversi anni si è prodotto nell’ambito della vita dell’amicizia ebraico cristiana, soprattutto nei momenti alti dei dialoghi di Camaldoli.

Consapevoli della necessità  di continuare , di trasmettere  e praticare, attraverso i metodi più adatti ai contesti educativi di ogni ordine e grado, l’ispirazione fondamentale che ha guidato l’AEC, sentiamo il bisogno di costituirci in gruppo che operi insieme e in raccordo, nelle varie realtà educative. Soprattutto la scuola è il luogo privilegiato di questa opera, ma anche realtà educative come i musei, le associazioni culturali e i molti contesti dove si faccia formazione.

L’associazione è rivolta a quanti operino in realtà educative, senza distinzione di appartenenza religiosa e confessionale, in spirito laico e democratico, apartitico, non governativo, non sincretistico né proselitistico, tenendo a fuoco la finalità dell’AEC che è la seguente: 

Federazione delle Amicizie ebraico-cristiane in Italia

Scopo fondamentale della Federazione è di favorire e sviluppare la conoscenza, la comprensione, il rispetto e l’amicizia tra Ebrei e Cristiani in una prospettiva di apertura e di dialogo con le religioni e gli uomini tutti, al fine di creare una convivenza umana dalla quale sia esclusa per sempre ogni forma di incomprensione e di odio. La Federazione si impegna a combattere l’antigiudaismo, l’antisemitismo, il razzismo e l’intolleranza in ogni loro manifestazione. La Federazione può organizzare convegni e promuovere incontri e viaggi culturali. La Federazione potrà stabilire rapporti di collaborazione con altre Associazioni che, in Italia o all’estero, perseguano analoghi scopi.

Per questo, dopo una prima fase di contatti e dialogo, in cui si cercheranno le persone, sia nel mondo delle diverse realtà educative, cristiane, ebraiche, laiche, che nel mondo delle realtà di studio e ricerca, si procederà all’individuazione di progetti e percorsi, metodi, strumenti, che saranno perseguiti in spirito di volontariato e senza scopo di lucro.

A titolo di esempio

Organizzazione di  percorsi educativi, a qualsiasi livello, per trasmettere i saperi e le pratica del dialogo ebraico cristiano per favorire: 

– La conoscenza  e la trasmissione della vita e dei costumi religiosi, culturali,  musicali, artistici, linguistici, folklorici delle comunità ebraiche viventi nella storia italiana, e del loro  rapporto con il contesto cristiano circostante;

– La conoscenza e la trasmissione delle cause dell’antisemitismo, degli stereotipi e dei pregiudizi reciproci,  (che, come dice Einstein, “sono più difficili da spezzare dell’atomo”) e di ogni altra forma di intolleranza religiosa, per rimuoverle intervenendo ogni volta che se ne presenti l’opportunità e proponendo rimedi adeguati; 

– La conoscenza e la trasmissione della storia dell’antisemitismo e della persecuzione antiebraica;

– La costituzione di moduli, unità didattiche, progetti scolastici, educativi, concorsi, e ogni altra attività che possa collegarsi con il mondo scolastico a tutti i livelli;

– L’organizzazione di  riunioni, conferenze, discussioni, ricerche, presentazioni di libri ed ogni evento utile a perseguire gli scopi associativi;

– Lo stabilimento di rapporti di collaborazione con altre Associazioni, in Italia e all’estero, che perseguano gli scopi comuni; 

A questo scopo si è costituito un primo gruppo di persone interessate a cui saremmo lieti se ne aggiungessero altre, prima di partire con la scrittura del vero e proprio statuto, con la definizione in extenso delle idee,  dei valori, dei progetti, delle prospettive e dei sogni che vorremmo perseguire. 

Per informazioni e adesioni rivolgersi a:

Segreteria provvisoria aecedunet@gmail.com

Claudia Milani claudia_milani@hotmail.com

Alessandro Paris alesparis3@gmail.com

A questo link la pagina della Federazione nazionale delle amicizie ebraico-cristiane.

https://www.federaec.it/index.html

L’Indirizzo mail della Federaec è: federaec@libero.it

settembre: 2022
L M M G V S D
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Un libro di Jakob Petuchowski

di Massimo Giuliani

Vi fu un tempo, i primi secoli del secondo millennio, in cui i teologi e gli esegeti cristiani riconoscevano senza imbarazzo la grande competenza dei rabbini in materia di comprensione della Bibbia. Sapendo che i testi sacri sono stati pensati e tramandati in ebraico, i conoscitori di quella lingua non potevano che essere i naturali custodi dei loro significati. Ciò divenne ancor più evidente dacché il mondo ebraico della penisola iberica riscoprì, nel solco dell’islam e del movimento caraita ( VIII-XIX secolo), la centralità del testo biblico e approntò le prime grammatiche della lingua sacra, che stimolarono uno studio che oggi chiamiamo storico-filologico ma che altro non era che un’inedita sensibilità alla bellezza delle lingue semitiche, povere in concettualità ma ricche di immagini, simboli ed espressioni colorite. Quelle prime grammatiche vennero scritte, a cavallo tra i due millenni, in arabo ossia nella lingua colta dell’epoca, alla quale però le nuove comunità ashkenazite (in Francia e in Germania) non avevano accesso. La svolta venne con il rabbino e poeta poliglotta Menachem ben Saruq, nel X secolo, che scrisse uno dei primi dizionari biblici con annessa grammatica appunto in ebraico, opera che esercitò nei decenni successivi un’enorme influenza su Shlomò ben Itzchaq, noto come Rashi, il maggior commentatore ebreo della Torà e del Talmud di tutti i tempi. L’esegesi cristiana non tardò ad accorgersi del valore di quei commenti, che cercavano anzitutto il “senso letterale” dei testi sacri, e che solo a partire dal valore storico della lettera si avventuravano alla ricerca di sensi ulteriori: i significati allegorici, morali e mistici. Il biblista francescano Niccolò di Lira tra XIII e XIV secolo fu fortemente impressionato dai commenti di Rashi il quale, suo tramite, influenzò anche importanti traduzioni della Bibbia come quella di Wycliffe e persino quella di Lutero. Durante il Rinascimento gli umanisti cristiani, da Marsilio Ficino a Pico della Mirandola fino a Johannes Reuchlin, cercavano affannosamente studiosi ebrei che traducessero per loro manoscritti e testi sacri dall’ebraico in latino. Non è un caso che il primo libro stampato in ebraico (a Reggio Calabria, nel 1475) sia stato un commento di Rashi al Pentateuco… Questi e altri istruttivi fatti nella storia dell’esegesi sono ricordati dal rabbino riformato Jakob Petuchowski (1924-1991) nella sua antologia di letture ebraiche tradizionali della Bibbia, appena riedita da Morcelliana con il titolo Leggende rabbiniche. Come i nostri maestri spiegano la Scrittura (pagine 154, euro 13,00), che fa seguito e che completa la sua raccolta di pagine talmudiche, pubblicata dallo stesso editore l’anno scorso, con il titolo Storie rabbiniche. I nostri maestri insegnavano. Entrambi i volumi hanno presentazioni di Paolo De Benedetti, il biblista astigiano che contribuì a far conoscere questo studioso in Italia. Petuchowski appartiene all’ultima generazione dei grandi maestri ebrei nati a Berlino alla vigilia dell’ascesa del nazismo e che riuscì a scampare alla Shoà fuggendo in Scozia, a 14 anni, ma lasciandosi dietro la madre che morirà in un campo di sterminio. Cresciuto ortodosso, si formò accademicamente nelle istituzioni del giudaismo riformato degli Stati Uniti, all’Hebrew Union College di Cinninnati, dove insegnò poi liturgia e teologia ebraiche. Come Abraham Joshua Heschel prima di lui, anche Petuchowski comprese la necessità di tornare alla spiritualità dei classici della tradizione ebraica, tra cui i suoi testi liturgici, e di gettare un ponte tra ebraismo e cristianesimo attraverso queste antologie dei commenti e di midrashim rabbinici alle Scritture. In tal modo continuava, come detto, una lunga storia che risale al medioevo e all’umanesimo europeo. E in ciò può essere accostato a Martin Buber, forse il primo ad aprire i tesori del chassidismo e dell’esegesi ebraica al pensiero occidentale moderno. Ma mentre Buber preferì rivolgersi soprattutto al mondo filosofico e laico, Petuchowski si propose di riappassionare lo stesso mondo ebraico ai temi centrali della tradizione: la fedeltà all’alleanza sinaitica, il recupero dell’osservanza delle mitzwot (i precetti), lo studio diretto della liturgia riscoperta come sorgente di pensiero teologico. Tutto ciò senza comunque rinunciare ai valori della soggettività e della libertà di coscienza tipici dell’età contemporanea. Ha scritto questo rabbino: «Se il XIX secolo ha sentito la necessità di dire all’ebreo quel che non doveva più fare al fine di sentirsi come tutti gli altri uomini, il XX secolo ha dinanzi a sé il compito di riportare l’ebreo alle fonti del giudaismo, al fine di renderlo consapevole della specificità della propria tradizione». Far conoscere questa tradizione anche al mondo cristiano è stata una delle missioni di Petuchowski, che nelle sue Leggende rabbiniche (dove per “leggende” si devono intendere le letture creative e più audaci dei maestri di Israele) non esita ad affrontare anche quei passi difficili, dinanzi ai quali le interpretazioni cristiane divergono radicalmente da quelle ebraiche, come il Salmo 2 oppure il famoso passo di Isaia 7, secondo il quale una vergine darà alla luce un figlio (vergine è alma in ebraico, tradotta in greco come parthenos e in latino virgo). Per il mondo ebraico si tratta solo di “una giovane donna”, essendo altro in ebraico il termine tecnico per vergine. Solo uno studio scientifico dei testi, disponibile all’ascolto reciproco, può illuminare quei versetti che per secoli sono stati causa di conflitto teologico tra le due fedi. Non ultimo, tra i meriti di Jakob Petuchowski c’è quello di aver accorciato le distanze tra ebrei e tedeschi, in anni in cui la memoria del nazismo condizionava ancora pesantemente i rapporti tra quei due mondi. Fu un uomo capace di studi rigorosi, di fedele osservanza e di sincero dialogo, cose che non tutti riescono a fare simultaneamente.

Massimo Giuliani

Fonte: https://www.avvenire.it/agora/pagine/leggere-le-scritture-con-i-maestri-di-israele

Seminario biblico

Pubbliciziamo volentieri questa iniziativa promossa dall’associazione Lech Lecha.

Il seminario biblico di quest’anno promosso da Lech Lechà vuole
affrontare il tema del cosiddetto «diluvio universale», descritto
nei Capitoli 6-7-8-9 della Genesi. Per info e iscrizioni davide_assael@libero.it

LINEE GUIDA SUL CONTRASTO ALL’ANTISEMITISMO NELLA SCUOLA

Nei giorni scorsi il MIUR ha pubblicato un testo elaborato dal Comitato paritetico MI-PdCM- UCEI sotto la guida della Coordinatrice Nazionale per la lotta all’antisemitismo nell’ambito del Protocollo tra MI, Coordinatrice e UCEI

Riportiamo il testo integrale che può essere scaricato:

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: